Alessandro Benvenuti apre il Tor Bella Monaca Teatro Festival

Photo Carlotta Benvenuti

Emozioni e divertimento al Tor Bella Monaca Teatro Festival con Panico ma rosa (dal diario di un non intubabile) di Alessandro Benvenuti

Straordinario Alessandro Benvenuti in questa prima serata della stagione estiva del Tor Bella Monaca Teatro Festival di Roma. La ripartenza del luogo culturale della periferia di Roma è segnata proprio dal direttore artistico che porta in scena Panico ma rosa (dal diario di un non intubabile) da lui scritto e diretto e che racconta i 59 giorni di “clausura” che hanno rivoluzionato il nostro mondo e in particolare quello dell’attore e regista, costretto a stare lontano dal palcoscenico.

Ciò che l’attore racconta dal palco è una visione molto intimistica del lockdown a causa del Covid-19, vissuto a Roma. Un periodo che, come racconta lo stesso attore, si alterna tra il timore, la rassegnazione e la voglia di libertà, di poter lavorare e stare a contatto con la gente, della distanza e delle mancanze. È c’è davvero tanto da raccontare, dai canti organizzati con meticolosa puntualità alle 18.00, alle uscite mirate con il proprio cane, divenuto un compagno irrinunciabile. Dalla voglia di correre che ha animato tutti, anche chi non lo aveva mai fatto, all’attenzione delle pulizie di casa che hanno portato alla scoperta di cimeli ormai dimenticati. Ma anche riflessione, lettura, riappropriamento del tempo e delle necessità umane, senza, per questo, chiamarle felicità.

Benvenuti ci porta con la sua consueta ironia, il suo modo amicale e coinvolgente nella sua vita, e, approfittando dell’evento che ha sconvolto il mondo, anche del suo passato, dove si riscopre una concezione di vita e filosofia familiare tanto simile agli italiani quanto unitaria. C’è la sua vita da bambino nella quale si ritrovava a fare il chierichetto, il suo rapporto con la religione e un’attenta analisi della società del tempo e di quella odierna.

Ascoltando le sue parole e riflessioni, infatti, ci si immerge in quella che è stata la nostra vita in quest’ultimo anno, con il consueto humor che lo contraddistingue.

Sul palco una sedia, un leggio e un lume, dei quali l’attore utilizza solo il secondo. A farci apprezzare ancor di più l’artista la sua esibizione, mai interrotta e avvolta dalla sua presenza scenica. Come fare a distogliere gli occhi da lui? Impossibile, il suo è un richiamo ancestrale, un’attrazione calamitica che affascina e conquista. Un talento che lo pone tra quei pochi attori, veri e grandi, che col tempo diventano sempre più rari. Il maestro sale in cattedra con naturalezza e regala al pubblico una serata divertente e ricca di emozioni.

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

LEGGI ANCHE