Daniele Marcori e Le Sorelle Landru

Un nuovo spettacolo di improvvisazione che parla di crime e non dimentica la musica

Daniele Marcori è l’ideatore e il regista dello spettacolo Le Sorelle Landru, produzione Liberarte/Verbavolant con Susanna Cantelmo, Alessandro Cassoni, Deborah Fedrigucci e la partecipazione di Alessio Granato. Inoltre lo spettacolo ad ogni replica avrà un ospite a sorpresa. La pièce è un insieme di generi, che vanno dalla commedia musicale all’improvvisazione, passando per il crime. Ne parliamo insieme al regista Daniele Marcori.

L’idea dello spettacolo è sua. Ha deciso di unire commedia musicale, improvvisazione e crime: tra le tre cosa nello spettacolo è di maggior impatto?

Sicuramente la parte più sorprendente è l’unione fra commedia musicale e improvvisazione, poiché se improvvisare un testo in prosa ti lascia del margine per scegliere cosa dire, come dirlo e quando dirlo, quando si improvvisa il testo di una canzone hai la grande difficoltà di dire cose pertinenti col ritmo, lo stile e nel tempo delle battute musicali che a loro volta sono improvvisate dal musicista. La parte del crime ha come particolarità che si basa sul coinvolgere 3 spettatrici e affidare a loro il verdetto finale come fosse una giuria pronta a condannare o ad assolvere l’imputato (l’ospite maschio della serata).

Lo spettacolo si ispira a film come Arsenico e vecchi merletti (un classico in bianco e nero con Cary Grant) ricco di ironia e considerato un capolavoro della cinematografia, oltre ad altre pellicole come Una cena quasi perfetta. Cosa l’ha attratta di questi film e cosa ha preso in considerazione?
Da sempre appassionato dal genere tipico della cultura anglosassone, dove l’aspetto comico si alterna a quello tragico, anzi si fonde insieme nel “Black Humour”, trovo che tutto ciò che è tragicomico abbia un messaggio duplice che non solo riesce a far ridere, ma anche a far pensare, poiché le tragedie dei protagonisti sono le tragedie di tutti gli essere umani e il fatto di rivedere ciò che conosciamo esorcizza le nostre sfortune facendoci sentire meno soli.

Lo spettacolo, come da improvvisazione, non è del tutto preparato, cosa rappresenta questo per un attore che sale sul palco e per il regista che deve seguire le varie scene?
Lo spettacolo ha solo la sigla musicale iniziale preparata, per il resto è tutto improvvisato. È molto stimolante il legame che si crea fra attori, regista e musicista. Ognuno guida ed è guidato allo stesso momento tanto che è quasi impossibile sapere chi sta seguendo chi e tutto ciò non è un limite, anzi è l’obiettivo finale: la sinergia nata sul momento di tre protagonisti con funzioni diverse ma in totale ascolto e questo arriva al pubblico come una forza travolgente che supera ogni scetticismo

In scena ci saranno Susanna Cantelmo, Alessandro Cassoni, Deborah Fedrigucci, e la partecipazione di Alessio Granato. Quali sono le direttive, i suggerimenti che ha dato ai suoi attori?

Loro seguono a ogni replica un preciso iter che è quello delle Sorelle Landru: cercare uomini da giudicare, adescarli, invitarli a cena e poi metterli alla prova e se la prova non dovesse essere superata, procedere all’esecuzione. Per loro è una routine. Da quando sono state lasciate sull’altare dai loro futuri mariti, non hanno avuto alcun dubbio sul da farsi. Chi invece si trova a vivere un’esperienza nuova è l’ospite, l’attore maschio che si troverà all’interno di un incubo a occhi aperti. Le prove con lui non si possono fare perché l’attore dovrà interpretare se stesso e reagire come reagirebbe in certe situazioni. A lui si chiede di essere verosimile e non fingere mai. E non è facile per niente recitare se stessi ed essere giudicati da 3 spettatrici per quello che è emerso. Cosa ne pensano 3 donne di come siamo fatti noi uomini?

L’improvvisazione richiede molta attenzione un ottimo feeling tra gli attori, in aggiunta avete inserito il crimine come risultato finale, a scelta del pubblico. Come risponde quest’ultimo alla partecipazione dello spettacolo?
Un’attenzione particolare viene riservata alle donne alle quali chiediamo di diventare la severa giuria che giudicherà l’ospite maschio, ma anche le altre donne sono chiamate a scrivere che cosa si aspettano da un uomo al primo appuntamento, elemento che accenderà la miccia nel momento in cui entra l’ospite. Ai maschietti lasciamo giusto il compito di suggerire una cosa che amano delle donne e la catarsi di immedesimarsi nella “vittima”. Ogni spettatore maschio cosa avrebbe fatto al posto dell’ospite?

Il pubblico come accoglie questo genere di spettacoli che esulano dal classico teatro? Partecipa attivamente o resta ancora molto interdetto?

Ormai dopo 34 anni che l’improvvisazione teatrale è tornata in Italia, sempre più pubblico l’accoglie con molto divertimento e interesse. L’improvvisazione sta sempre di più entrando nelle scuole e nelle aziende come formazione trasversale usata per aumentare la consapevolezza del sé, come attività di teambuilding, gestione del conflitto, storytelling, public speaking, ecc.

Come vede il futuro del teatro e in questo caso di quello legato all’improvvisazione?

Come ogni attività che viene svolta in modo professionale e competente, il futuro non può che essere sempre più roseo. Al momento esistono tantissime compagnie, scuole e gruppi che portano avanti il mondo dell’improvvisazione teatrale. Purtroppo non tutti lo fanno in modo adeguato, ma così come accade in ogni ambito che sia teatrale o di altro genere, si può distinguere la qualità e scegliere.

Grazie per essere stato con noi!

Grazie a voi!!!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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