Paola Cortellesi è la donna “invisibile”

Un film che riunisce un ottimo cast e una buona interpretazione

Il regista Riccardo Milani dirige Ma cosa ci dice il cervello, un film che vede protagonista Paola Cortellesi nelle vesti di un agente segreto, anzi segretissimo, tanto che nessuno conosce il suo lavoro, nemmeno in famiglia. Una delle scene più iconiche è il suo viaggio in elicottero che la porta in missione, che da divertente, prende i contorni del grande film di spionaggio e azione, stile James Bond. Insieme alla Cortellesi un cast che vede ruotare attorno alla protagonista, una serie di attori, tutti volti noti al pubblico, da Claudia Pandolfi e Lucia Mascino a Stefano Fresi e Vinicio Marchioni, passando per Remo Girone, Gianpaolo Morelli, Carla Signoris, Paola Minaccioni.

Il film comincia con la preparazione mattiniera di tre donne, tre generazioni diverse: nonna Agata (Carla Signoris) con i suoi stravaganti vestiti, che deve accompagnare la nipotina Martina (Chiara Luzzi) a scuola, donna frenetica e che si gode la vita, Giovanna, che lo fa con estrema calma e la piccola Martina che non vede l’ora di cominciare la sua giornata. Nonna e nipotina escono da casa per poi fermarsi di botto perché hanno dimenticato la mamma in casa a cui devono ricordare anche di andare a riprendere la figlia a danza.

La donna, infatti, sembra smemorata, incolore, infatti veste sempre di grigio o nero, malinconica. Eppure da giovane era un vulcano, come le ricorda l’amica Tamara (Claudia Pandolfi) che la chiama per invitarla ad una riunione con Roberto (Stefano Fresi) suo grande amore giovanile che ora insegna, Francesca (Lucia Mascino) che fa la pediatra, Marco (Vinicio Marchioni) che fa l’allenatore di una squadra di calcio per ragazzi.

Anche l’ex marito Enrico (Gianpaolo Morelli) le ricorda che deve farsi una vita anche fuori dal lavoro. Quel lavoro segretissimo che la tiene occupata tutto il giorno, che la preoccupa ma che non può assolutamente lasciare, perché è il luogo in cui riesce ad essere se stessa, a risollevare un po’ le situazioni italiane, in particolare nei rapporti sociali che vengono evidenziati nel film.

Questo, infatti, va a scovare tutti i comportamenti incivili, insociali, scorretti che si incontrano per la strada o al lavoro, soffermandosi con estrema ironia sul caso, ma lasciando un piccolo messaggio di attenzione: le auto ferme in mezzo alla strada, chi parcheggia male e sui posti riservati ai disabili, chi passa con il rosso, chi viaggia in tre sulla moto, chi lascia gli escrementi del proprio animale per la strada, insomma, un insieme di atti maleducati che si aggiungono a quelle che le raccontano gli amici a cena.

L’alunno che prende in giro il professore, la dottoressa, la hostess e l’allenatore di calcio, maltrattati da paziente, viaggiatore e genitori. Nulla di nuovo, solo scene quotidiane. Riflettendoci bene, opterei per un nulla di nuovo ma molto catastrofico, perché ascoltare le situazioni che vengono descritte, da riflettere ci sarebbe davvero molto. E chissà, forse ognuno di noi si è sentito un po’, o molto, simile agli amici di Giovanna, impotenti e delusi da un sistema che ha messo da parte le buone maniere in favore delle conoscenze superficiali della rete, della prepotenza e del saper tutto io.

Stanca di vedere tutte queste persone costrette a subire soprusi, Giovanna, anche se impegnata nel proprio lavoro che la porta alla ricerca di un terrorista internazionale, decide di intervenire in favore dei suoi amici vendicandoli. Naturalmente il suo operato non può sfuggire all’occhio vigile del suo capo (Remo Girone) che la riporta alla realtà: lei fa parte dei servizi segreti, protegge i cittadini, non li educa. Con quest’ultima dichiarazione si ricorda che la l’educazione dei cittadini è qualcosa che deve arrivare anche da loro.

Nel film sono presenti una serie di scene divertenti, interpretazioni ad hoc, ben sviluppate e capaci di interagire con lo spettatore, in fondo è presente un buon cast. Ciò che attrae maggiormente, però, sono le trasformazioni della Cortellesi, non solo per ciò che riguarda l’abbigliamento, ma anche per ciò che riguarda il travestimento in personaggi diversi che la vedono nei panni di uomini e donne. Altrettanto bravo è Stefano Fresi a cui il regista regala anche un’interpretazione musicale eseguita in un centro commerciale di Roma, dove l’attore mette in evidenza anche le sue doti artistiche. Cabarettista e uomo di teatro, oltre che di cinema, Fresi è uno degli attori più apprezzati del panorama italiano. Non è un caso che Paola Cortellesi e Stefano Fresi hanno conquistato nel 2019 il Nastro d’argento come miglior attrice e attore in un film commedia.

Il film gira attorno a un concetto base: se vuoi fare l’agente segreto, non ti devono riconoscere e quindi non ti devi far notare, non si devono ricordare di te, non si possono avere tatuaggi, bisogna essere invisibili, proprio come fa la protagonista del film, che vive la propria vita senza farsi notare. Non solo, ma vive distintamente due esistenze della stessa persona, in una è remissiva e “non si fa notare”, nell’altra è audace, una brava agente segreto e “non si fa notare”.

L’invisibilità della donna è la costante della sua vita, una costante che non funziona con la figlia, che la nota con attenzione, perché chi ti ama davvero, chi ti osserva con attenzione, alla fine, sa tutto di te. Ma porta anche all’attenzione degli spettatori la tradizione italiana, crudele, a volte inquietante, insieme al desiderio di rivincita che anima e sta crescendo intorno all’italiano onesto, stanco di vedersi sopraffare dai soprusi di chi ha messo ormai sotto i piedi, il senso civico.

Titolo: Ma cosa ci dice il cervello

Paese: Italia

Anno: 2019

Genere: commedia

Durata: 100’

Regista: Riccardo Milani

Attori: Paola Cortellesi, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino ,Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Remo Girone, Gianpaolo Morelli, Carla Signoris, Paola Minaccioni, Chiara Luzzi, Ricky Memphis, Alessandro Roja

Sceneggiatura: Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani

Fotografia: Saverio Guarna

Montaggio: Patrizia Ceresani, Francesco Renda

Musiche: Andrea Guerra

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Sissi Corrado

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